Blog e commenti diffamatori: quando scatta l’obbligo di rimozione

Blog e commenti diffamatori: quando scatta l’obbligo di rimozione

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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17360/2025, ha chiarito un aspetto cruciale della responsabilità online: il gestore di un blog è tenuto a rimuovere i commenti diffamatori non appena ne venga a conoscenza, anche senza la notifica delle autorità competenti.

Blogger e responsabilità per i contenuti di terzi

La normativa italiana e comunitaria distingue tra chi ospita contenuti senza controllarli preventivamente, l’“hosting provider non attivo”, e chi invece esercita un ruolo di moderazione. L’hosting provider non attivo, di norma, non risponde automaticamente dei commenti diffamatori pubblicati dagli utenti.

Tuttavia, questa esenzione cessa nel momento in cui il blogger o il gestore del sito viene a conoscenza della manifesta illiceità dei contenuti presenti sul proprio spazio digitale.

Il caso giudiziario e le sentenze di merito

Il procedimento che ha portato all’ordinanza riguarda commenti diffamatori pubblicati su un blog da utenti terzi. La persona offesa aveva richiesto la rimozione dei contenuti e il risarcimento dei danni alla propria reputazione. Tribunale e Corte d’Appello avevano rigettato la richiesta, sostenendo che, secondo l’articolo 16 del D.Lgs. 70/2003, l’obbligo di rimozione sorge solo a seguito di una comunicazione ufficiale delle autorità competenti.

L’interpretazione della Cassazione

La Suprema Corte ha ribaltato questa impostazione, sottolineando che l’obbligo di rimuovere i contenuti illeciti non dipende dalla segnalazione delle autorità. La conoscenza della diffamazione può derivare anche da privati. In pratica, il blogger deve agire prontamente non appena viene informato della presenza di commenti diffamatori o offensivi, indipendentemente dalla fonte della segnalazione. La comunicazione ufficiale resta utile per confermare la violazione, ma non è condizione necessaria per intervenire.

Equilibrio tra libertà di informazione e tutela dei diritti

a Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: l’esenzione di responsabilità per chi ospita contenuti di terzi è valida fino a quando non interviene la consapevolezza dell’illiceità. Una volta acquisita tale consapevolezza, il blogger ha l’obbligo di rimuovere i commenti diffamatori, garantendo così la tutela dei diritti individuali senza compromettere la libertà di informazione.

Questo orientamento si fonda sulla Direttiva 2000/31/CE, recepita dal D.Lgs. 70/2003, e mira a bilanciare lo sviluppo delle piattaforme digitali con la protezione della reputazione degli individui.